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Tutti o quasi volti noti i dodici finalisti Gold in tabellone. Ci sono i più alti in ranking e pluricoccardati Mazzoleni, Biolo e Carera e Gold consolidati come Capra, Zorzi, Colosio e Stringhini. Dalle province più remote dell’impero Raft giungono invece il comasco Garriboli, il cremonese Magni, il frusinate Gemma, il genovese Zizzi e lo svizzero Skowronski, e si vocifera che proprio tra questi ci sia un Rebel con reali ambizioni di conquista. Dopotutto se non mirassero a sovvertire l’ordine costituito che ribelli sarebbero?
Negli ottavi di finale si annotano la vittoria di Zorzi su Gemma e Garriboli su Zizzi e si capisce subito che non sarà Skowronski il nuovo imperatore. Lo svizzero si frantuma come una statuetta di cristallo davanti alla locura dell’estroso Stringhini. Troppe aspettative sul bombardiere della Val Maggia o più probabilmente una manovra diversiva degli outsider quella di lasciar focalizzare tutte le attenzioni su di lui. Magni intanto fa fuori senza dare troppo nell’occhio Colosio e, al turno successivo, Mazzoleni. Esce allo scoperto invece Garriboli, e non poteva essere altrimenti dato che pugnala sul centrale un Carera irriconoscibile. Nella vicina Croazia pare abbiano udito il suo grido disperato “tu quoque” insieme a qualche altra imprecazione irripetibile.
Zorzi-Capra e Stringhini-Biolo gli altri due combattutissimi quarti, che vedono prevalere i secondi dopo battaglie epiche. Saranno quindi Magni-Capra e Biolo-Garriboli le semi delle Finals Gold. Le carte sono scoperte: il senatore Biolo capisce che gli sguardi attorno a lui sono tutt’altro che amichevoli, Como e Cremona vogliono la corona e anche dalla stessa Brescia c’è chi ha mire di rinnovamento.
La gioventù bresciana è regolata da uno strepitoso Magni, che batte Capra per 9-5, mentre nell’altra semi parte malissimo Biolo. Stordito dal veleno del terribile mancino comasco Garriboli, trova la forza di ribaltare l’iniziale 2-5 in un meritato 9-6 che ha tanto il sapore di una dimostrazione di forza.
Nubi minacciose incombono all’orizzonte e non si capisce se il vento che soffia sia quello del rinnovamento perchè in campo c’è lo stesso confuso equilibrio che riservano le nuvole. Tuoni e lampi, vincenti e palle corte, una lotta senza esclusione di colpi sulla terra rossa slovena che però resta asciutta. Il temporale è scongiurato, Andrea Biolo da Brescia, coccardato Slam, coccardato Royal Cup, primo nel ranking assoluto per 66 settimane è il trionfatore delle Finals Gold 2023. Alza le braccia al cielo con la toga sporca di terra rossa e sudore e grida la sua gioia al sole che fa capolino tra le nuvole.
Onore delle armi all’eccellente Maurizio Magni, il 9-7 in finale grida vendetta e sicuramente il cremonese troverà presto occasione per rifarsi.




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Andrea Biolo
Roberto Cervi
Paolo Agnari
Simone Capra
Roberto Virgilio
Giuliana Sala
Zeihira Ajmi
Andrea Biolo
Alfio Bortolotti